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ReportMeet20061220

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Meet, 20 dicembre 2006. Tema: refactoring to patterns

 

Ultimo meeting dell'anno e primo meeting in quel di Reply che ringraziamo per l'ospitalità (ottima sala, proiettore e... caffè gratis)

 

Il meeting inizia bene, con il coordinatore del gruppo e il relatore della presentazione che si sono persi incredibilmente sui mezzi di Milano (nd.Gabriele: da Duomo abbiamo preso il 16 anzichè il 24, abbiamo proseguito ad oltranza finchè non sono scesi tutti, in quel momento c'è venuto qualche dubbio ed abbiamo chiesto al conducente che ci ha confermato che avevamo preso la linea sbagliata e che saremmo dovuti tornare indietro... per farla breve, tempo di percorrenza Duomo-Ripamonti 90 minuti, meno male che eravamo in largo anticipo, abbiamo finito con l'essere in lieve ritardo e notate che per realizzare questa perla ci siamo messi in due :-))

 

Gabriele e Uberto entrano quando tutti sono già seduti e pronti per iniziare, Uberto prepara il portatile per proiettare le slide della sua presentazione e subito scambiate le prime idee sul tema della serata: il refactoring

 

  • Quando fare refactoring?: Continuamente! Se lavoriamo in TDD il refactoring è un'attività integrata nella scrittura del codice, ma se ci troviamo a lavorare su codice legacy? In quel caso prima di introdurre una nuova funzionalità in una parte dell'applicazione, prima i test di copertura di quella parte (quanto approfonditi e a che livello è tutto da vedere) e poi refactoring per fare in modo da poter ottenere la miglior architettura possibile per introdurre la nuova funzionalità
  • Ha senso un'attività di refactoring mirata al solo miglioramento della qualità del codice?: Alcuni erano per il si, altri per il no (solo in vista dell'introduzione di una nuova funzionalità) e si è discusso anche sulla nozione di qualità. E' vero che la qualità del codice fine a se stesso è misurabile attraverso delle metriche, ma questa non è la qualità richiesta dal cliente che invece consiste in proprietà quali: raggiungimento degli obiettivi, abbattimento della curva dei costi del cambiamento, ecc... difficilmente questo tipo di qualità può essere raggiunta senza la qualità del codice che quindi risulta essere condizione necessaria ma non sufficiente
  • E' possibile misurare questo miglioramento?: Ci sono parecchie metriche che possono essere prese in considerazione (Tommaso è l'esperto del gruppo), ma attenzione, ogni metrica può essere falsata
  • E' possibile vendere questo miglioramento?: Certo che si, ma attenzione alla definizione di qualità, qualità del codice e qualità percepita dal cliente non sono la stessa cosa

 

La presentazione di Uberto si è divisa in due:

  • durante la prima parte sono state presentate delle slide (nd.Gabriele: veramente ottime, curatissima la scelta di immagini e font) di approfondimento sulla pratica del refactoring
  • durante la seconda parte abbiamo fatto refactoring di gruppo sul nostro progetto utilizzando il tool di refactoring integrato in eclipse
    • Uberto ha mostrato alcuni passi intermedi di refactoring utili per "guidare" meglio il refactoring con eclipse
    • abbiamo scoperto che il nostro codice non è poi così malaccio, non dico che abbiamo fatto fatica a trovare delle puzze nel codice, ma non erano poi così evidenti
    • abbiamo sottolineato il fatto che spesso un percorso di refactoring, fatto di piccoli refactoring atomici, nella fase centrale porta ad avere un aumento della complessità del codice, è come avere un insieme di oggetti parzialmente ordinati, mezzi nascosti, per poterli ordinare e raggruppare spesso è necessario sparpargliarli perdendo l'ordine parziale preesistente

 

Il meeting è finito con uno scambio di idee su quello che è stato fatto durante la serata, ci siamo salutati, ci siamo fatti gli auguri e alcuni di noi hanno proseguito la serata a cena in un locale vicino (nd.Gabriele: molto carino, ma di cui non ricordo il nome)

 

(nd.Gabriele: alle 11:20 siamo usciti dal locale, quelli di noi che dovevano prendere i mezzi hanno afferttato il passo per prendere il 24 che ovviamente ci è passato davanti, Io vedendo il tram passare: "Si, ma che tram è? Se è il 24 siamo rovinati!", Uberto: "Magari è il 16 che si è perso", stavo morendo dal ridere, lo stato euforico era accentuato anche dalla disperazione, ormai mi vedevo tornare a casa a piedi, Uberto: "Anche se chiamiamo un taxi ora che arriva...", Roberto: "Ma quello non è un taxi?", Io: "Fermaloooooo!", ed è così che anche questa volta l'ho scampata :-))

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